Il blog abbandonato: http://giulia1975.spaces.live.com/Sto diventando una bastarda e non ho bisogno di stronzi tra i piedi e tanto meno di ignoranti, ipocriti, bigotti, sgualdrine ripulite e donnicciole insoddisfatte (inevitabilmente acide!). Fanculo e non rompete!
Adoro le scatole piene di cianfrusaglie: etichette, vecchie caramelle, bigliettini, collanine, pupazzetti, giocattolini, pezzi di non so che, sassi, conchiglie, fiori rinsecchiti, bustine di zucchero, tappi a corona, nastrini colorati...
La "mia" religione è dittatura e predica in favore della sofferenza: fai scandalo se non ti sposi con rito religioso, fai scandalo se vuoi avere un figlio prima del matrimonio, se sei omosessuale devi reprimere i tuoi sentimenti perchè sono deviati e frutto secondo loro di una scelta, se decidi che il tuo matrimonio è arrivato al capolinea e magari è fatto di botte e insulti devi resistere altrimenti non sei il benvenuto, se stai soffrendo come un cane per una malattia che ti sta mangiando vivo non puoi morire.... e l'elenco può allungarsi e anche di tanto. La "mia" religione mi fa venire i brividi.
Se ci stai bene fallo pure.... ma se ne scaturisce sofferenza non capisco perchè farsi condizionare dalla religione. Credere in qualcosa è bello e rassicurante ma le nostre azioni devono seguire solo il buon senso e il rispetto di tutti e di tutto NON una misteriosa entità che chissà poi se esiste. Soffrire per fare del bene è la cosa più gratificante che ci possa essere ma soffrire per rispettare il proprio Credo mi sembra una grande sciocchezza.
Quanto mi sento cogliona quando squilla il telefono, lasci tutto quello che stavi facendo e ti metti a correre per non far aspettare l'interlocutore, alzi la cornetta e ..... attacca una voce registrata che fa pubblicità a qualche esercizio commerciale della zona!! In quel momento una bella imprecazione è più che giustificata. Poi a voler vedere il tutto sotto il lato ironico ti viene da ridere pensando: 1) a quante persone non si accorgono subito che trattasi di voce registrata e magari intraprendono una conversazione dicendo magari "Signora, guardi.... non ci serve niente!" e quella invece continua la sua litanìa; 2) a quando invece un interlocutore "pubblicitario" in carne ed ossa c'è all'altro capo del telefono ma parla che sembra una registrazione perchè legge ed è la trecentesima telefonata che fa ma tu non riesci a capire per cui stai in silenzio a sentire per un po' e poi "plof" metti giù accompagnando il tutto con un "Ma che rottura!!!". A me, diciamo, è quasi capitata la seconda ipotesi: ho risposto ed ho sentito una che parlava senza un accenno di pausa ma la voce non era squillante come quella delle tipiche registrazioni perchè si sentiva un accenno di lieve scoglionamento. Per fortuna ho atteso senza lanciare invettive perchè dall'altra parte c'era una che alla fine si è fermata prendendo fiato e porgendomi (finalmente!!!) la domanda finale: "Le può interessare?". E vabbè! E sghignazzo (per associazione di idee) pensando a mia zia che diceva "Grazie e buonasera signora!" alla voce registrata del vecchio 12 che alla fine ti dettava il numero precedentemente richiesto ad un operatore.
Cambiare carattere è possibile...... è possibile? Forse sì, ma se così fosse, ovvero se le sensazioni che sto provando sono legate a questo la cosa è davvero traumatica, tremendamente sconvolgente. C'è una parte di te che muore, anzi è come se a morire non fosse una parte di te ma qualcuno estraneo a te con cui avevi un'intensa amicizia. Si vive una specie di sdoppiamento e una volta che questo è avvenuto il più vecchio muore lasciandoti una sensazione strana non so se di vuoto o liberazione.
Eh, le stranezze della vita!! E' da circa un anno che non vivo più nella città in cui sono stata per circa dieci anni. Sono tornata nella città natìa che dista 40 km dall'altra che ne è la provincia. Adesso sto in una città più piccola, ma in definitiva non di molto anche se le differenze si sentono. Però, ironia della sorte, adesso mi capita di incontrare tutte le persone che in teoria avrei dovuto incontrare molto di più stando nell'altra città. Prima non mi capitava di vedere mai nessuno, adesso, sia qui sia quando torno sporadicamente nella città capoluogo, mi trovo davanti tutti .... purtroppo anche persone che preferirei tenere alla larga!
Che malattia sarà? Non-si-sa! Sembro Benigni nel film "IL MOSTRO" quando si è disegnato le bolle in faccia. Ma le mie bolle sono vere! E mentre gli altri mi stanno facendo le diagnosi più disparate (dal fuoco di S.Antonio alla sesta malattia o non so che) io devo riuscire a combinare qualcosa visto che ne avrei di cose da fare... poi con 'sto caldo! Qualcuno mi ha anche intimato di tapparmi in casa che potrei essere infettiva per bambini e donne incinte! Il medico sostiene che è un semplice herpes sul naso e sulla guancia boh..... troppo sole, o cose strane che ho mangiato. Vedremo! Intanto faccio finta di niente e spalmo cremine.
Se tutte le giornate iniziassero così, che vai in giardino e trovi la prima bellissima ninfea sbocciata e ..... che mentre fai manutenzione al laghetto per renderne l'aspetto più gratificante alla vista, considerato che adesso c'è anche il magnifico fiore a rallegrarlo, ti accorgi che la famiglia dei pesci è aumentata! Sperando che i pesciolini neonati non finiscano direttamente nella bocca dei più grandi, visto che sono leggermente famelici e che per questo mi era venuta la tentazione di somministrargli bistecche al posto del solito mangime!
Mi sembra di essere veramente fuori di testa..... no, lo sono fuori di testa, anche se cerco sempre di apparire normale. In questi caldi giorni sto disperatamente cercando di trovarla questa normalità. Questa banalissima normalità, quella che avrei dovuto avere di natura proprio come di natura si dovrebbero avere due gambe per camminare. Faccio le mie cose e intanto penso a come dovrei farle, come le farebbero gli altri, con quale stato d'animo, con quale dose di forza. Il mio è un continuo lavorare su aspetti su cui gli altri non fanno il minimo sforzo. Oggi all'improvviso ho avuto uno sprazzo di normalità ovvero un intervallo di tempo durato una decina di secondi in cui sono riuscita a cancellare non so cosa e a pensare nel modo giusto. Dieci bei secondi in cui mi sono sentita forte e che sono passati troppo in fretta.